Non mi considero una grande comunicatrice. Mi ritengo piuttosto introversa e selettiva nel modo in cui condivido i miei pensieri. Cerco raramente di impormi, ma quando si tratta del mio lavoro, sento il bisogno di esprimermi in modo autentico e trasparente, senza mezzi termini. Non è una questione di voler convincere qualcuno, ma di mantenere un dialogo onesto, in un settore che troppo spesso è raccontato attraverso promesse irrealistiche e strategie di marketing aggressive. Forse è per questo che curo personalmente ogni aspetto della mia comunicazione: dalle parole alle immagini, tutto deve rispecchiare esattamente la mia visione.
Sono da sempre appassionata di illustrazione e arte, e lavorare alla grafica del mio profilo mi ha permesso di coniugare questa passione con il mio lavoro. Ogni scelta visiva non è mai casuale e nasce dalla volontà di rendere il mio spazio non solo informativo, ma anche esteticamente curato e in linea con il mio modo di vedere la bellezza. Qualcuno potrebbe obiettare che ho scarsa fiducia nel prossimo, che ognuno dovrebbe fare il suo lavoro. Ma la verità è che sono semplicemente una perfezionista e maniaca del controllo. Questo si riflette in ogni dettaglio del mio profilo: ogni parola, ogni immagine, nasce da un’idea precisa che rispecchia la mia visione ed esattamente il modo in cui voglio comunicarla.
Il fatto che mi occupi personalmente della gestione del mio profilo sicuramente può penalizzarmi a livello di strategia (a Risiko perdo sempre!), ma preferisco così. Credo che sia più importante per me restare fedele alla mia visione, piuttosto che seguire una formula che non rispecchia la mia autenticità.
Sui social, la medicina estetica viene spesso mostrata attraverso immagini patinate, prima e dopo al limite della realtà e offerte che sembrano uscite da un volantino del supermercato: 3×2, pacchetti all-inclusive, promozioni di gruppo. Un racconto che rischia di banalizzare i trattamenti medici, trasformandoli in semplici prodotti da scaffale e i pazienti in meri concorrenti alla ricerca dell’affare migliore. Per me, invece, l’etica è fondamentale e guida ogni scelta comunicativa. Raccontare la medicina estetica significa trasmetterne il valore reale, con trasparenza e rispetto per chi sceglie di affidarsi a me. Sono un medico, non un venditore.
Questo approccio si riflette anche nel mio modo di comunicare: ho scelto di fare mio il motto ‘less is more’, che applico non solo al mio lavoro, ma alla mia vita in generale – a meno che non si tratti di gatti e piante, a cui concedo volentieri qualche eccezione. Un principio che mi aiuta a focalizzarmi sull’essenziale, evitando artifici e sovrastrutture, per offrire contenuti chiari e genuini a chi mi segue.
Puntando su un’estetica curata e coerente, mi impegno affinché i miei contenuti non siano solo visivamente piacevoli, ma anche chiari e facilmente comprensibili, senza rinunciare a un tocco di ironia e leggerezza, poiché credo fermamente che la divulgazione debba essere accessibile e coinvolgente, mai noiosa o troppo formale.
Questo è l’unico approccio che riflette pienamente chi sono e come credo debba essere il mio lavoro: proporre soluzioni concrete, che rispettino l’individuo e le sue reali necessità, con la convinzione che la bellezza autentica sia un percorso costruito nel tempo attraverso scelte ponderate e consapevoli.
