Sempre più spesso, giovani aspiranti all’arruolamento nelle Forze Armate italiane si trovano costretti a rimuovere i propri tatuaggi decorativi professionali. Questo perché il Codice dell’Ordinamento Militare (art. 635 del D.lgs. 66/2010) vieta espressamente la presenza di tatuaggi in aree non copribili dalla divisa estiva.

Anche se privi di significati offensivi, questi tatuaggi rappresentano un ostacolo concreto alla partecipazione ai concorsi pubblici per carriere militari e forze di polizia. Molti ragazzi e ragazze, mossi da un’autentica vocazione, si rivolgono al medico estetico per iniziare un percorso di rimozione laser dei tatuaggi ai fini concorsuali, consapevoli che solo così potranno realizzare il proprio sogno professionale.

Come funziona la rimozione laser dei tatuaggi?

Il trattamento più utilizzato è la laserterapia Q-switched, una tecnologia consolidata in ambito dermatologico. Questo tipo di laser emette impulsi ad altissima energia e brevissima durata (nanosecondi), che colpiscono selettivamente i pigmenti del tatuaggio. Il processo si basa sulla fototermolisi selettiva: i pigmenti assorbono l’energia luminosa, si frantumano in particelle microscopiche e vengono poi smaltiti dal sistema immunitario. In alcuni casi, si possono utilizzare anche i più recenti laser a picosecondi, efficaci soprattutto su pigmenti colorati difficili o stratificazioni complesse.

Quante sedute servono per eliminare un tatuaggio?

Questa è una delle domande più frequenti. La risposta non è univoca, ma esiste una guida utile: la Scala di Kirby-Desai, che considera diversi fattori:

  • Fototipo cutaneo: su pelle scura, la rimozione è più lenta.

  • Zona anatomica: i tatuaggi su mani, piedi e arti inferiori richiedono più tempo.

  • Colori del tatuaggio: nero e blu sono più facili da rimuovere; verde, giallo e rosso sono più ostici.

  • Profondità e densità dell’inchiostro: più è intenso, più sedute serviranno.

  • Presenza di cicatrici: ostacolano sia l’azione del laser che quella dei macrofagi.

In media, servono 10-15 sedute con intervalli di circa 8 settimane. Il trattamento può durare oltre un anno.

Resteranno cicatrici o segni?

Quando il laser è utilizzato in modo corretto da un medico esperto, il rischio di cicatrici permanenti o discromie è molto ridotto. Tuttavia, alcuni segni possono comparire in caso di:

  • Pelle già danneggiata;

  • Non rispetto delle indicazioni post-trattamento;

  • Presenza preesistente di cicatrici nella zona del tatuaggio.

Il risultato finale dipende anche dalla tecnologia laser utilizzata, dalla qualità delle medicazioni e dalla perizia del professionista.

Valutazione dermatologica: videodermatoscopia e personalizzazione del piano

Una corretta valutazione pre-trattamento è cruciale per stabilire un piano efficace. Nel mio studio utilizzo la videodermatoscopia digitale, una tecnica di ingrandimento che consente di:

  • Valutare composizione e profondità dei pigmenti;

  • Rilevare cicatrici non visibili a occhio nudo;

  • Individuare tatuaggi sovrapposti, nascosti da cover-up.

Questa analisi permette di scegliere le lunghezze d’onda corrette, fondamentali per rimuovere in sicurezza anche i pigmenti più complessi.

Controindicazioni e limitazioni

In alcuni casi, la rimozione non può essere avviata subito. Tra le controindicazioni:

  • Reazioni allergiche ai pigmenti con formazione di granulomi;

  • Condizioni cutanee infiammatorie in corso;

  • Fototipi molto alti in assenza di laser adeguati.

Per questo, la consulenza specialistica è il primo passo per valutare la fattibilità del trattamento.

La mia casistica clinica

Le immagini dei miei pazienti mostrano risultati reali ottenuti in ragazzi determinati a superare il vincolo dei tatuaggi visibili. Nonostante il significato personale legato ai disegni, hanno scelto di rimuoverli per perseguire il sogno di servire lo Stato e proteggere i cittadini.

È una scelta che richiede coraggio, pazienza e fiducia nella medicina estetica professionale. Per molti, la rimozione del tatuaggio non è un gesto di rinuncia, ma di trasformazione personale.

Tatuaggio n.1 posto sulla faccia posteriore del braccio sinistro di una ragazza: risultati eccellenti, con qualche altra seduta si può migliorare
Tatuaggio n.2 posto sulla piega del braccio destro della stessa ragazza: risultato eccellente e definitivo
Tatuaggio n.3 posto sull’avambraccio di un ragazzo: presenza di aree di cicatrici ipertrofiche
Dettaglio del tatuaggio n.3 in videodermatoscopia: evidenza di aree cicatriziali
Tatuaggio n.4 posto nella coscia di un ragazzo: la presenza di reazione allergica al pigmento rosso (ricco di mercurio) ha innescato una risposta granulomatosa ed è controindicazione alla seduta laser
Dettaglio alla videodermatoscopia del tatuaggio n.4: evidenza di reazione granulomatosa
Dr. Salvatore Iabichino

Dr. Salvatore Iabichino

Medico Estetico (Icamp)